release di .pensieri
AD
Blogfriends
Come diventare il mio cane
controkarma
I suoi anni 90
La stanza di carta
La Torre di Babele
Le Cabinet Hermetique
Quero
Ricreazione
Sdz
Tempus fugit
Tetra
The Ghezz Experience
The Terminal
Un Tram di nome Fioco
Un uomo incontra un cane
Zop Blog
visitato *loading* volte

La follia
di un altra realtà
saluta dal balcone.
Son felice
che abbiate occhi
per vedere che i colori
non sono che un gioco
di luci, ombre
e sensazioni.
Benvenuto in questa via,
dove anche il cemento
non sa di nulla
e tante esistenze
vi si affacciano
grigie.
Rumore di macchine,
treni, ambulanze sono
un inascoltato sottofondo.
Il giorno che non c'è, adesso è qui. Si celebra? Ma si, un brindisi alla follia dell'uomo. Che 5 ore, 48 minuti, 46 secondi non siano persi nell'ordine dell'Universo. Ogni 4 anni. Inventiamo un giorno. Inventiamo un concetto. Facciamo che gli uomini conoscano il tempo. Che si perdano nella misura e non nel misurato. Un'ora. D'amore. D'affari. Un'ora. E' uguale? In un'ora quanti se ne vanno senza dire neanche ciao? Il tempo. Oggi non esiste. Oggi ci confrontiamo con il nostro essere ingranaggi che perdono giri. Non sentirti fuori posto, fuori tempo. Siamo solo noi, che cerchiamo di tenere il ritmo dell'Universo.
E' una storia breve:
è il racconto
di due occhi
che leggendo
cercavano una storia.
Il paradiso
è la concezione
che abbiamo
del nostro tempo:
di tutto quello
che realmente
ci resta.

Incline, al punto di non cadere. Incline a fare ombra, inevitabilmente. Incline ad andare avanti anche quando avanti c'è solo l'ignoto. Dietro c'è Euridice, se mi volto la perdo. Incline alle passioni. Incline all'autocontrollo perchè l'istinto si divide in due. L'istinto dell'uomo, animale. L'istinto mio, dubitare di tutto quello che si può. Dubito del mio istinto, dubito di quello dell'uomo. Allora capita di confondersi. Bisogna mantenere la posizione di guardia, un po' come in scherma. Anche da soli. Incline alla paranoia. In strada raramente penso che cammino poichè intendo muovermi come marciare. Sono un drappello nel corpo di un uomo. Quando mi muovo, un lupo diventa i miei sensi: ad ogni modo a pugni stretti anche se da solo, marcio. Incline alla follia, mi basta riuscire a vedere più di un punto di vista e non ho più un pensiero mio, divengo molteplice. Capisco, non comprendo ma capisco. Incline a vedermi come un guscio, un sacco, carne insomma. Incline a credere che sono anche altro. Talmente incline a credere che ero solo altro che sono fin caduto. Ma ora sono così, incline senza cadere. Non sospeso direi, in equilibrio forse. Incline a scrivere, nuovamente. Incline al vuoto, all'imprevisto imprevedibile. Incline all'assurdo.
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2006
settembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
marzo 2006
febbraio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
8
altro da me
breaking the circle
don chisciotto
escatologia
experiment life
immagini di carta
lazzaro
le lettere dell abisso
parole
principio antropico
psichesperimentale
psichesperimentale 2
psiclesspiralidoso
tempo e clessidre
visionario
Questo web-log non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale, ex L.62 7/3/2001.